Le ultime News e Avvisi
📉 L'industria dell'auto vende ancora, ma i profitti sono crollati dell'84%: cosa sta succedendo davvero
Marzo 22, 2026
Le auto continuano a uscire dai concessionari, ma le case automobilistiche guadagnano molto meno. È questa la fotografia impietosa che emerge dall'analisi dei bilanci 2025 di 27 tra i principali costruttori mondiali — da General Motors a Volkswagen, da Toyota a Hyundai — pubblicata da Motor1. Il dato più sorprendente: l'utile netto complessivo del settore è crollato dell'84% in un solo anno, passando da circa 119 miliardi di euro nel 2024 a soli 18,68 miliardi nel 2025. Non è un crollo delle vendite — i volumi globali sono rimasti praticamente stabili, intorno ai 66,45 milioni di veicoli — ma una forbice sempre più larga tra ricavi e costi.
Il problema ha due facce. Da un lato, il prezzo medio per veicolo venduto è sceso del 6,1%, fermandosi a 31.359 euro: i costruttori sono stati costretti a tagliare i listini per competere con l'ondata di modelli cinesi sempre più aggressivi nei mercati europei ed emergenti. Dall'altro, i costi operativi sono rimasti elevati o addirittura aumentati, spinti dagli investimenti nell'elettrificazione e dalla necessità di adeguare le fabbriche a tecnologie completamente nuove. Il risultato è che si vende più o meno lo stesso numero di auto, ma con margini molto più sottili.
L'unica eccezione, come ormai da anni, porta il cavallino rampante: Ferrari è stata l'unica casa automobilistica ad aumentare l'utile netto rispetto al 2024, blindata da una clientela immune alle oscillazioni di mercato e assente dai mercati più turbolenti. Tutti gli altri, chi più chi meno, hanno visto assottigliarsi i guadagni.
Un settore in profonda trasformazione, insomma, che si riflette anche sul parco circolante: modelli che cambiano più lentamente, prezzi dell'usato che restano alti, manutenzione e revisione che diventano ancora più cruciali per preservare il valore di un veicolo nel tempo.
