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🏭 Volkswagen taglia ancora: un milione di auto in meno, 50.000 posti di lavoro a rischio. Il colosso tedesco si restringe
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Volkswagen riduce ancora. L'amministratore delegato Oliver Blume ha annunciato un ulteriore taglio della capacità produttiva globale del gruppo fino a un milione di veicoli, che porterebbe la produzione annua a circa nove milioni di unità — un livello che il CEO definisce "in linea con la situazione del mercato mondiale". Un'ammissione esplicita che i tempi d'oro sono finiti: nel 2019 il gruppo di Wolfsburg produceva circa 11 milioni di veicoli l'anno, nel 2025 si è fermato a 8,93 milioni, e le prospettive di rimbalzo restano incerte.
Il ridimensionamento è già in atto da mesi su più fronti. In Cina — il mercato più importante per il gruppo — Volkswagen sta perdendo terreno in modo preoccupante sotto la pressione dei costruttori locali, BYD in testa, e ha già ridotto la produzione. In Europa la situazione non è migliore: il marchio Audi ha chiuso nel 2025 lo stabilimento di Bruxelles, dove veniva prodotto il SUV elettrico Q8 e-tron, mentre in Germania il brand Volkswagen aveva già annunciato una riduzione di oltre 700.000 unità con la conseguente chiusura definitiva dello stabilimento di Dresda — per la prima volta in 90 anni di storia. A marzo 2026, il gruppo ha inoltre comunicato un piano di tagli occupazionali da 50.000 posti di lavoro in Germania entro il 2030, una misura senza precedenti per uno dei datori di lavoro più importanti d'Europa.
Blume non ha indicato quali altri stabilimenti potrebbero essere coinvolti nei nuovi tagli, ma il segnale è chiaro: Volkswagen sta riorganizzando profondamente la propria struttura per sopravvivere in un mercato che non tornerà ai volumi pre-pandemia. Una crisi che investe l'intera industria automobilistica europea e che si riflette inevitabilmente sul parco circolante: meno auto nuove in circolazione significa veicoli più vecchi da mantenere efficienti più a lungo — e revisioni sempre più importanti.

