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🏭 Volkswagen raddoppia i tagli: fino a 100mila posti e quattro fabbriche a rischio chiusura. Il colosso di Wolfsburg si smonta

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Volkswagen si avvia verso la ristrutturazione più radicale della sua storia. Secondo quanto riferisce il Manager Magazin citando fonti interne al gruppo, l'AD Oliver Blume avrebbe presentato al consiglio di amministrazione un piano che prevede il taglio di fino a 100mila posti di lavoro a livello globale — il doppio dell'obiettivo di 50mila annunciato solo pochi mesi fa.

Quattro stabilimenti tedeschi rischiano la chiusura al termine del ciclo di vita dei modelli attualmente in produzione: gli impianti VW di Hannover, Zwickau ed Emden, e lo stabilimento Audi di Neckarsulm. Una mappa industriale che, se confermata, ridisegnerebbe profondamente la presenza manifatturiera del gruppo nel suo Paese d'origine. Il piano non riporterebbe cifre precise per lasciare margine negoziale, ma la direzione è chiara.

La ristrutturazione non si ferma ai numeri: il progetto prevede anche una riorganizzazione societaria senza precedenti. Sia il marchio Volkswagen sia la divisione componenti verrebbero scorporati dal gruppo e trasformati in società autonome quotabili separatamente sul mercato dei capitali — una mossa che aprirebbe la porta a partner industriali o investitori esterni.

Sullo sfondo c'è la crisi sistemica dell'auto europea: calo delle vendite in Cina, dazi americani, transizione elettrica più lenta del previsto e concorrenza cinese sempre più aggressiva. Il gruppo che ha prodotto oltre 9 milioni di veicoli nel 2023 oggi si trova costretto a ridisegnare se stesso dalla fondamenta.