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🤖 Robotaxi senza autista a Los Angeles: 20 minuti bloccati in un parcheggio. Il futuro dell'auto è già realtà (ma non è perfetto)
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Il volante che gira da solo, nessun autista, una Jaguar piena di sensori che ti porta a destinazione da sola. Non è un film di fantascienza: è Waymo, il servizio di robotaxi di Google che già oggi circola in dieci città americane con una flotta di circa tremila veicoli e oltre 320 milioni di chilometri percorsi. Abbiamo voluto testarlo da veri clienti, senza avvisare nessun ufficio stampa, prenotando una corsa da Los Angeles all'aeroporto verso un ristorante di West Hollywood: 21 chilometri, 33 dollari addebitati sull'app.
L'esperienza inizia bene — portiera che si sblocca col Bluetooth, musica in sottofondo, aria condizionata già impostata — e poi si inceppa spettacolarmente. Per venti minuti il robotaxi esce ed entra dallo stesso parcheggio più volte, si ferma in mezzo alla strada, costringe gli altri automobilisti a rallentare e a sorpassarlo con sguardi increduli. Un pick-up si avvicina e il conducente chiede ad alta voce cosa stia combinando quella macchina. Domanda legittima. Poi arriva una notifica via app: "si è verificato un problema". E un secondo dopo, come per magia, il navigatore riprende vita, l'auto trova il percorso e riparte tranquilla.
Da quel momento il viaggio scorre senza intoppi. L'auto rispetta il codice della strada alla lettera, non supera mai i limiti di velocità nemmeno quando la strada è libera, cede la precedenza con educazione e non compie manovre brusche. Ci si dimentica quasi di essere soli a bordo. All'arrivo, l'app avvisa che la corsa è durata più del previsto e accredita 10 dollari di rimborso. Al ritorno, un'altra Jaguar si presenta puntuale e porta a destinazione addirittura in anticipo.
Waymo costa circa il 15-30% in più rispetto a Uber e Lyft, ma su tratte lunghe il divario si riduce. Nei prossimi anni dovrà vedersela con la concorrenza di Amazon (Zoox), Tesla, General Motors (Cruise) e altri. Una tecnologia ancora imperfetta, ma già concreta — e destinata a cambiare profondamente il modo in cui pensiamo alla mobilità, alla guida e, forse un giorno, anche alla revisione dei veicoli autonomi.

