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⚡ Ricarica bidirezionale obbligatoria sulle nuove elettriche: la proposta UE potrebbe aumentare i prezzi fino a 4.000 euro

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La Commissione Europea sta valutando una proposta per rendere obbligatoria la ricarica bidirezionale su tutte le nuove auto elettriche e sui veicoli commerciali leggeri a partire dalla fine del 2027.

La tecnologia permette alla batteria dell'auto di accumulare energia e restituirla successivamente. Con il sistema V2H (Vehicle-to-Home), l'energia può essere utilizzata per alimentare la casa nei momenti in cui l'elettricità costa di più, dopo essere stata immagazzinata quando le tariffe sono più basse o quando la produzione da fonti rinnovabili è abbondante. Il V2G (Vehicle-to-Grid), invece, consente all'auto di cedere energia alla rete per contribuire a stabilizzarla.

I vantaggi sono interessanti, ma non mancano i dubbi. L'utilizzo più frequente della batteria, con cicli aggiuntivi di carica e scarica, potrebbe accelerarne il degrado, anche se i sistemi BMS potrebbero intervenire per limitarne gli effetti. Inoltre, per sfruttare davvero V2H e V2G l'auto dovrebbe restare collegata spesso alla rete domestica, una condizione difficile da garantire per chi utilizza quotidianamente il veicolo.

Il nodo principale riguarda però i costi. L'adozione obbligatoria della tecnologia potrebbe far aumentare il prezzo delle auto elettriche di segmento A, B e C tra 500 e 4.000 euro, a seconda del caricatore installato. Un aggravio significativo per modelli economici, soprattutto considerando che solo una parte degli automobilisti dispone di un collegamento domestico adatto e utilizzerebbe regolarmente la funzione.

Secondo l'articolo, il V2G dovrebbe quindi restare un optional, lasciando al cliente la possibilità di scegliere se sostenere il costo aggiuntivo. La proposta è ancora da valutare e non è certo che diventi una legge definitiva.