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🕵️ La pellicola che rende l'auto "invisibile": un hacker inganna le telecamere di sorveglianza con un pattern geometrico
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Un ricercatore di cybersecurity ha inventato una pellicola capace di rendere la propria auto irriconoscibile ai sistemi di intelligenza artificiale usati dalle telecamere di sorveglianza stradale, come il Tutor italiano, senza però nasconderla realmente dalle riprese.
Come funziona il trucco
A ideare la tecnologia è Bill Swearingen, con il progetto noRecognition, nato per creare pattern grafici capaci di confondere i sistemi di computer vision che identificano automaticamente persone e veicoli. La pellicola, composta da colori e un particolare motivo geometrico, non impedisce alla telecamera di registrare l'auto: il veicolo resta perfettamente visibile nel filmato, ma l'algoritmo di intelligenza artificiale che analizza le immagini non riesce a classificarlo come tale, e quindi non attiva né il rilevamento né la lettura della targa.
Il test alla Def Con di Las Vegas
La tecnologia è stata messa alla prova durante la Def Con, una delle principali conferenze mondiali di cybersicurezza. Swearingen ha ricoperto una Toyota Yaris con uno dei pattern generati dal sistema e l'ha fatta passare ripetutamente davanti a una telecamera di Flock, azienda specializzata in sistemi automatici di sorveglianza e lettura delle targhe. Il risultato: la telecamera continuava a filmare la Toyota, ma il sistema non la riconosceva come veicolo, rendendola di fatto "invisibile" agli occhi dell'algoritmo, senza però bloccare la ripresa video.
Un milione di tentativi per trovare il pattern giusto
Il disegno sulla pellicola non è nato per caso: Swearingen ha usato un sistema di intelligenza artificiale per generare e testare un'enorme quantità di motivi geometrici e combinazioni cromatiche, verificando ogni volta se gli algoritmi di computer vision riuscissero ancora a riconoscere l'oggetto. Il processo è durato circa un anno, con 31 milioni di tentativi, prima di individuare configurazioni grafiche capaci di mandare in confusione i sistemi di rilevamento. Il principio sfrutta il modo in cui l'IA analizza le immagini: non interpreta la scena come farebbe un essere umano, ma riconosce pattern e associazioni appresi durante l'addestramento, e modificando opportunamente ciò che compare nell'inquadratura si può ingannare l'algoritmo mantenendo l'oggetto perfettamente visibile per l'occhio umano. Secondo le prime verifiche, il modello di Swearingen riesce a eludere 11 algoritmi open source di rilevamento, incluso quello usato da Flock.
Non solo auto: il progetto guarda ai vestiti
L'esperimento sulla Toyota è solo una delle applicazioni immaginate dal progetto: Swearingen sta già lavorando per trasformare gli stessi pattern in motivi da applicare su capi d'abbigliamento come T-shirt e felpe, con l'obiettivo di estendere lo stesso principio alle persone, interferendo con i sistemi di riconoscimento facciale senza impedire la registrazione video. Il progetto punta a diventare un nuovo fronte nella "corsa agli armamenti" tra tecnologie di sorveglianza sempre più sofisticate e strumenti pensati per sottrarsi al controllo automatico, con implicazioni dirette sul fronte della privacy e, potenzialmente, anche su normative come i sistemi di rilevamento delle infrazioni stradali.
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