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🛣️ La cresta sul pedaggio in autostrada: 266 episodi di peculato sulla Palermo-Messina, 6 indagati
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Un trucco semplice, rodato e quasi invisibile a occhio nudo: incassare il pedaggio dall'automobilista, ma inserire nel ricevitore di pista un biglietto da 90 centesimi invece di quello effettivamente pagato, intascando la differenza. È questo il meccanismo che cinque dipendenti del Consorzio Autostrade Siciliane e un lavoratore di una ditta informatica esterna avrebbero usato per mesi nei caselli di Buonfornello, Cefalù e Pollina-Castelbuono, lungo l'autostrada A20 Palermo-Messina.
Il sistema era studiato nel dettaglio: prima di tutto, le casse automatiche dei caselli venivano disattivate appositamente, per costringere gli automobilisti a passare dal varco presidiato dal casellante complice. A quel punto, chi pagava un pedaggio compreso tra 7 e 15 euro non si accorgeva di nulla — il biglietto veniva ritirato regolarmente — ma a fine turno la contabilità ufficiale risultava molto più bassa del reale incassato. Ogni dipendente riusciva così a sottrarre fino a 260 euro al mese, per un totale di 266 episodi di peculato documentati tra novembre 2025 e gennaio 2026.
A smascherare il raggiro sono state le telecamere nascoste installate nei gabbiotti dalla Polizia Stradale su mandato della Procura di Termini Imerese. I filmati hanno immortalato ogni singolo gesto dei casellanti, fornendo prove inconfutabili agli inquirenti. I sei indagati sono stati sospesi dal servizio in attesa del procedimento penale, con accuse che vanno da 13 fino a 108 episodi di peculato ciascuno.
Una vicenda che ricorda quanto la fiducia nei servizi pubblici si costruisca con controlli seri e sistematici — la stessa logica che vale per la sicurezza stradale: verifiche periodiche, revisioni nei tempi previsti e attenzione costante sono l'unico modo per non avere sorprese, in strada come ai caselli.
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