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🔧 L'Europa cambia le regole della revisione auto: più controlli su ADAS e airbag, ma niente revisione annuale
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Una notizia importante per tutti gli automobilisti italiani ed europei. L'8 maggio 2026 la commissione Trasporti del Parlamento UE ha approvato a larghissima maggioranza la bozza di riforma delle norme sulle revisioni periodiche dei veicoli — un testo che introduce novità significative ma boccia anche una delle misure più temute dagli automobilisti.
La notizia più attesa riguarda la frequenza dei controlli: la proposta della Commissione europea di portare da due a un anno la cadenza delle revisioni per i veicoli con più di dieci anni di età è stata respinta. Gli eurodeputati l'hanno giudicata sproporzionata e priva di prove sufficienti sulla sua efficacia nella riduzione degli incidenti. I singoli Paesi possono già decidere autonomamente di imporre controlli più frequenti, ma a livello europeo la frequenza biennale resta invariata.
Le novità più rilevanti riguardano invece i contenuti della revisione, che si arricchisce di controlli finora assenti. Per la prima volta, i sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS), gli airbag e la frenata automatica d'emergenza dovranno essere verificati in sede di revisione. Vengono introdotti anche test specifici per i veicoli elettrici e ibridi, che renderanno l'ispezione più articolata rispetto al passato. Sul fronte delle emissioni, le misurazioni di particolato e ossidi di azoto sono state approvate ma solo su base volontaria, lasciando ai singoli Stati la scelta. Altra novità importante: le auto soggette a richiami obbligatori dovranno dimostrare di avervi ottemperato per superare l'ispezione.
Arriva anche una misura contro le frodi nel mercato dell'usato: le officine dovranno registrare obbligatoriamente le letture del contachilometri, e i costruttori dovranno inserire i dati dei veicoli connessi in un database nazionale — obbligo scattato però solo per riparazioni superiori a un'ora. Il testo dovrà ora essere votato dal Parlamento in plenaria, atteso a metà maggio, per poi avviare i negoziati con il Consiglio UE.
Una riforma che ci riguarda direttamente: il lavoro dei centri revisione è destinato a diventare sempre più tecnico e specializzato, con controlli su sistemi elettronici e componenti di sicurezza attiva che fino a oggi non venivano mai ispezionati.
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