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🩴 Guidare in infradito, ciabatte o scalzi: è legale? Cosa dice davvero il Codice della Strada
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D'estate è una delle domande più ricorrenti tra gli automobilisti: si può guidare in infradito, ciabatte o addirittura scalzi? La risposta è sì, non esiste nessun divieto esplicito nel Codice della Strada — dal 1993, con l'introduzione del nuovo Codice, è stato eliminato ogni riferimento specifico all'obbligo di calzature per guidare.
Il punto di riferimento normativo è l'articolo 141, comma 2, che non impone un tipo di scarpa ma stabilisce un principio generale: "Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile". A questo si affianca l'articolo 169, che vieta genericamente di condurre in modo tale da compromettere la sicurezza propria e degli altri.
In pratica, nessuna multa specifica per chi guida scalzo, in ciabatte o infradito — ma attenzione: se queste calzature interferiscono concretamente con i comandi (piede che scivola dal pedale, infradito che si incastra) il conducente può comunque essere sanzionato in base al comportamento tenuto. Il vero rischio arriva in caso di incidente: le compagnie assicurative possono appigliarsi all'assenza di calzature idonee per attribuire, in tutto o in parte, la responsabilità del sinistro al conducente, sostenendo che la scarsa aderenza al pedale abbia contribuito a causarlo.
Il consiglio pratico resta semplice: meglio scarpe chiuse con suola antiscivolo, soprattutto per i viaggi più lunghi o in autostrada. E se le calzature giuste sono la prima difesa personale, la seconda resta sempre la manutenzione del veicolo: freni, pneumatici e revisione in ordine fanno davvero la differenza. Passate a trovarci.
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