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🗳️ Gli europei non vogliono il ban alle auto termiche: il 58% chiede libertà di scelta

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La politica europea sull'auto è sempre più in rotta di collisione con il sentimento dei cittadini. Secondo un sondaggio condotto dalla società di ricerche Cluster17 per Politico tra il 13 e il 21 marzo 2026 — a conflitto in Iran già scoppiato — il 58% dei cittadini europei si oppone al divieto di vendita di auto nuove a benzina e diesel previsto per il 2035 e chiede che Bruxelles adotti un approccio di neutralità tecnologica, lasciando agli automobilisti la libertà di scegliere quale tipo di motorizzazione acquistare. Lo studio ha coinvolto 6.698 consumatori adulti in sei Paesi: Belgio, Francia, Germania, Italia, Polonia e Spagna.

Il dato è trasversale e riguarda tutti i Paesi analizzati, ma con intensità diversa. In Italia il 55% degli intervistati chiede libertà di scelta, una percentuale che sale al 59% in Francia, al 60% in Germania e raggiunge il picco del 72% in Belgio. In nessun Paese la maggioranza dei cittadini si è dichiarata favorevole al ban totale entro il 2035.

Il messaggio che emerge è chiaro: non si tratta di un rifiuto dell'elettrico in quanto tale, ma di una resistenza all'imposizione dall'alto di un'unica soluzione tecnologica, senza tener conto delle differenze economiche, geografiche e infrastrutturali tra i vari Paesi. Una resistenza che si fa ancora più comprensibile in un contesto di carburanti alle stelle, incertezza geopolitica e listini auto in salita — tutte condizioni che rendono difficile per molte famiglie pianificare il passaggio a un veicolo elettrico nei prossimi anni. Il dibattito su cosa succederà al parco circolante europeo è appena iniziato, e chi lavora ogni giorno nel settore della revisione e manutenzione dei veicoli lo sa meglio di chiunque altro.