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📉 Diesel in caduta libera: -24% nel 2026, ma SUV e berline tedesche tengono ancora botta

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Il diesel continua a perdere terreno in Italia, e i numeri non lasciano spazio a interpretazioni. Ad aprile 2026 sono state immatricolate poco più di 10.000 auto a gasolio, con un calo del 22,9% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Nel primo quadrimestre il totale si ferma a circa 43.000 unità, con una flessione del 24,3% e una quota di mercato scesa al 6,8% — tre punti in meno rispetto al 2025. A pesare, oltre alla crescita strutturale di ibrido ed elettrico, c'è anche il caro carburante, che ha scoraggiato ulteriori acquisti nonostante la proroga del taglio delle accise.

Eppure, chi ancora sceglie il gasolio sa bene cosa vuole: SUV compatti e berline di segmento C e D. La classifica del primo quadrimestre è dominata dalla Volkswagen Tiguan con quasi 4.000 unità, seguita da Audi Q3 e Mercedes GLA — tutti SUV premium che confermano come il diesel sopravviva soprattutto nella fascia medio-alta, dove i lunghi percorsi autostradali giustificano ancora la scelta del gasolio. Il Gruppo Volkswagen piazza ben cinque modelli nella top 10, affiancato da BMW e Mercedes con due ciascuna, e dall'Alfa Romeo Tonale che, nonostante un calo del 35,5%, resiste in classifica. Nel mese di aprile spicca la Skoda Octavia con un balzo del +116%, segno che alcuni modelli riescono ancora a intercettare una domanda specifica. Interessante anche l'Audi Q2, in uscita di produzione, che ad aprile segna un +149% probabilmente trainato dalle ultime promozioni prima dell'addio.

Un segmento in declino ma non ancora scomparso, che continua a transitare regolarmente dai centri revisione: i diesel moderni, con filtri antiparticolato e sistemi AdBlue, richiedono una manutenzione attenta e controlli periodici precisi per restare efficienti e non incorrere in costosi guasti.