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BYD vuole comprare un'auto storica europea: il colosso cinese alza la posta

Marzo 14, 2026

Non bastano più le fabbriche sparse per il mondo, i modelli elettrici sempre più diffusi e i mercati conquistati uno dopo l'altro. BYD, il gigante cinese delle auto elettriche, ora guarda a qualcosa di più ambizioso: rilevare uno dei grandi costruttori tradizionali che hanno scritto la storia dell'automobile. A lanciare la bomba è stata Stella Li, vicepresidente esecutivo del gruppo, in un'intervista all'agenzia Bloomberg: BYD starebbe già valutando potenziali marchi da acquisire, anche se al momento non è in corso alcuna trattativa concreta.

L'ipotesi non è fantascienza: già nel 2009 un altro colosso cinese, Geely, rilevò Volvo da Ford, per poi mettere le mani su Lotus, Smart e una quota rilevante di Mercedes-Benz. BYD finora ha seguito una strada diversa, puntando su esportazioni e produzione diretta nei mercati esteri — con impianti già avviati in Europa, Sud-est asiatico e America Latina — senza ricorrere ad acquisizioni. Ma qualcosa sembra stia cambiando.

Sul fronte Canada, la situazione si fa concreta: Ottawa e Pechino hanno siglato un accordo commerciale che consente l'importazione di quasi 50.000 auto elettriche cinesi l'anno senza dazi, e BYD starebbe valutando l'apertura di uno stabilimento produttivo nel Paese, preferibilmente rilevando un impianto già esistente. Niente joint venture con altri costruttori, precisano dalla società: BYD vuole gestire tutto in proprio. E poi c'è la Formula 1: la vicepresidente ha confermato che il gruppo sta ragionando sull'ingresso nelle competizioni motoristiche più prestigiose, inclusa la F1, come ulteriore leva di visibilità internazionale.

Uno scenario in rapida evoluzione che cambia i rapporti di forza nell'intera industria dell'auto — e che si riflette direttamente sul parco circolante che ogni giorno passa dai nostri ponti revisione.