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📋 Bollo auto, arriva la mini-riforma dal 2028: cambiano pagamenti e scadenze, ma tariffe ed esenzioni restano intatte

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Il governo ha approvato il 5 agosto una mini-riforma del bollo auto, inserita nel decreto legislativo sui tributi regionali e locali, mentre esponenti del centrodestra — come Alberto Cirio, presidente del Piemonte, la cui regione ha incassato oltre 536 milioni di euro dalla tassa nel 2025 — continuano a chiederne l'abolizione.

Cosa cambia davvero
Il provvedimento, il cui testo definitivo non è ancora disponibile in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, non tocca né tariffe né parametri di calcolo, e lascia inalterate le esenzioni e agevolazioni nazionali attualmente vigenti, prima fra tutte quella quinquennale per le auto elettriche. Si tratta quindi di una semplificazione mirata solo su alcune norme applicative relative a pagamenti, scadenze e noleggio, con entrata in vigore prevista dal 1° gennaio 2028.

Il contesto delle regole attuali
Va ricordato che una riforma più corposa era già scattata dal 1° gennaio 2026 con il 17° decreto attuativo della riforma fiscale: da quella data, per i veicoli di nuova immatricolazione la scadenza del bollo è legata al mese di immatricolazione (da pagare entro l'ultimo giorno del mese successivo, e così ogni anno a seguire), ed è stato eliminato il pagamento rateale, ammesso solo in un'unica soluzione salvo deroghe regionali per il pagamento quadrimestrale su categorie particolari di veicoli. Anche il fermo amministrativo ha smesso di essere causa di sospensione del pagamento: dal 2026 il bollo va versato comunque, indipendentemente dal blocco del veicolo.

Le esenzioni che restano in vigore
Sul fronte delle agevolazioni, confermate anche dalla mini-riforma, restano attive l'esenzione totale per chi ha un reddito annuo personale sotto gli 8.000 euro (valida per un solo veicolo per nucleo familiare, su domanda) e l'esenzione quinquennale per le auto elettriche e ibride immatricolate dal 2022 in poi, che dopo i cinque anni passano a pagare un quarto della tariffa ordinaria (riduzione del 75%). Confermato anche il superbollo per le vetture con potenza superiore ai 185 kW, nonostante le ripetute richieste di abolizione: la sovrattassa resta calcolata a 20 euro per ogni kW eccedente, con riduzione progressiva in base all'anzianità del veicolo ed esenzione totale dopo 20 anni.

Con un sistema fiscale sempre più regionalizzato e legato a scadenze personalizzate per ciascun veicolo, tenere sotto controllo le date di pagamento diventa ancora più importante per evitare sanzioni. Passate a trovarci per qualsiasi verifica sullo stato amministrativo e fiscale del vostro veicolo.