Le ultime News e Avvisi

Immagine della News

đź”§ Auto modificate illegalmente: colpa solo del guidatore o anche dell'officina che le monta?

 |  ⏱ 2 min

Nel Regno Unito un'officina è stata condannata a 1.600 sterline di multa per aver rimosso il catalizzatore e modificato la centralina di un'auto per ottenere gli scoppiettii allo scarico, rendendola non idonea alla circolazione senza informare adeguatamente il cliente. In Italia lo stesso caso avrebbe avuto un esito diverso.

L'articolo 78 del Codice della Strada sanziona infatti chi circola con un veicolo modificato senza la prescritta visita e prova né l'aggiornamento della carta di circolazione, con multe da 430 a 1.731 euro e ritiro del documento. Il bersaglio principale della contestazione resta quindi il proprietario che porta l'auto su strada, non l'officina che ha eseguito l'intervento.

Non è però vero che le officine siano del tutto esenti da rischi. La legge sull'autoriparazione considera parte dell'attività anche sostituzioni e modifiche dei componenti, imponendo alle officine autorizzate di rispettare prescrizioni precise, rilasciare documentazione e informare il proprietario sugli adempimenti necessari. In caso di irregolarità sono previste responsabilità amministrative, civili e penali, con possibile ritiro del codice identificativo che abilita all'attività. L'articolo 77 del Codice punisce inoltre chi produce, importa o commercializza componenti non omologati, con multe da 168 a 678 euro, che salgono da 845 a 3.382 euro per sistemi frenanti o dispositivi di ritenuta.

Nella pratica, le officine si tutelano quasi sempre facendo firmare una dichiarazione di scarico di responsabilitĂ , in cui il cliente dichiara che l'auto circolerĂ  solo su circuiti chiusi o aree private, solleva l'officina da ogni danno e conferma di essere stato informato che i componenti non rispettano le norme per la circolazione stradale.

In Italia non esiste una statistica ufficiale sul fenomeno delle auto elaborate, e il confine tra tuning legale e illegale resta spesso poco chiaro anche agli automobilisti stessi. Il paradosso resta evidente: chi installa una modifica palesemente fuori norma può continuare a proporla come un normale servizio, mentre il rischio maggiore ricade su chi poi si mette al volante.