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⚡ Auto elettrica in Italia: tempi di ricarica record, ma i costi frenano tutto
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L'auto elettrica corre veloce sulla carta, ma nella pratica quotidiana gli italiani fanno i conti con un ostacolo molto concreto: il costo dell'energia. Se in teoria la battaglia contro i lunghi tempi di ricarica è quasi vinta, con architetture cinesi da 800 e persino 1500 kW capaci di ricaricare un'auto in pochi minuti come un pieno di benzina, questi sistemi restano riservati a pochi modelli costosi. Il vero nodo, oggi, è quanto si paga per ricaricare.
Le differenze tra le varie modalità sono enormi. Con una wall box domestica si spende circa 0,20-0,30 euro al kWh, con le colonnine pubbliche AC si sale a 0,50-0,69 euro, mentre le stazioni DC/HPC veloci o ultraveloci in autostrada possono superare 0,90 euro al kWh, fino a triplicare il costo rispetto a una ricarica casalinga. Gli abbonamenti attenuano parzialmente il problema, ma non lo risolvono.
Sul fronte delle infrastrutture, i numeri di Motus-E, l'associazione dei principali operatori della mobilità elettrica, raccontano una crescita solida: nel secondo trimestre 2026 sono stati installati 6.311 nuovi punti di ricarica, per un totale di 84.564, con 17.003 punti in più nell'ultimo anno. Un record, come sottolineato dal presidente Fabio Pressi. Ma la diffusione dei punti di ricarica non basta se il costo per chi viaggia in autostrada resta doppio o triplo rispetto alla ricarica lenta cittadina o domestica.
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