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🔥 Addio all'incubo degli incendi sulle elettriche: dalla Cina arriva lo scudo che resiste a 1.300 gradi

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Uno dei freni psicologici più resistenti alla diffusione delle auto elettriche ha un nome preciso: il rischio di incendio della batteria. Le statistiche dicono che i roghi sui veicoli elettrici sono numericamente inferiori rispetto a quelli delle auto a benzina, ma quando accadono sono molto più difficili da gestire — veloci nella propagazione, ostici da spegnere, e capaci di coinvolgere l'intero pacco batterie in pochi minuti attraverso quello che i tecnici chiamano "thermal runaway", ovvero instabilità termica a catena. Un cortocircuito o un surriscaldamento in una singola cella può innescare una reazione che si propaga a tutto l'accumulatore. Ed è esattamente questo effetto domino che un gruppo di ricercatori della Nanjing Tech University, in Cina, ha trovato il modo di bloccare.

La soluzione si chiama aerogel di silice e si presenta come un foglio sottilissimo — appena 2,3 millimetri — con prestazioni che sembrano fantascienza. Nei test di laboratorio, questo materiale ha resistito a temperature fino a 1.300 gradi Celsius, il doppio dei migliori isolanti disponibili fino ad oggi. La dimostrazione più impressionante: esposto a una fiamma da 1.000 gradi per cinque minuti interi, il lato opposto del foglio rimane a meno di 100 gradi. L'isolamento si mantiene efficace per circa due ore — un tempo cruciale che in caso di emergenza può fare la differenza tra la vita e la morte per i passeggeri a bordo.

Il segreto sta tutto nella struttura microscopica del materiale: una rete nanoporosa composta per il 99% da aria, che è un pessimo conduttore di calore. Quella "gabbia d'aria" rallenta fisicamente il trasferimento termico da una cella all'altra, confinando l'incendio prima che si propaghi. Una tecnologia applicabile fin da subito alle attuali batterie agli ioni di litio, senza attendere le batterie allo stato solido di prossima generazione. Le ricadute pratiche potrebbero essere enormi: meno incendi significa meno rischi, premi assicurativi più bassi e interventi di emergenza più gestibili. La strada verso l'elettrico sicuro diventa, da oggi, un po' meno in salita.