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🏠"70:70 nell'UE27": Stellantis, Volkswagen e Renault lanciano un ultimatum a Bruxelles per salvare l'auto europea
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I tre più grandi gruppi automobilistici europei hanno deciso di alzare la voce insieme. Stellantis, Volkswagen e Renault — che da soli rappresentano il 60% della produzione e delle vendite di auto nell'Unione Europea — hanno inviato una lettera congiunta al Parlamento Europeo chiedendo un intervento deciso per difendere la filiera industriale continentale.
Il cuore della proposta si riassume in una formula semplice: il "70:70 nell'UE27". I tre costruttori chiedono a Bruxelles di stabilire per legge che almeno il 70% dei veicoli venduti in Europa provenga da fabbriche europee, e che quei veicoli abbiano a loro volta almeno il 70% del loro valore prodotto all'interno dei 27 Paesi UE. Una soglia pensata per includere non solo l'assemblaggio finale, ma l'intera catena del valore: progettazione, componentistica, batterie, lavorazioni avanzate.
Le richieste concrete sono precise. I costruttori vogliono che gli incentivi statali all'acquisto siano riservati esclusivamente ai veicoli "Made in Europe" così ridefiniti, e che vengano introdotti super crediti CO₂ per premiare chi produce sul territorio europeo. Sul fronte delle batterie, chiedono che l'obbligo di produzione locale delle celle scatti solo dal 2030, per dare al settore il tempo di costruire una filiera competitiva rispetto a quella cinese.
Dietro la mossa c'è un'urgenza reale: la concorrenza dei marchi cinesi sta erodendo quote di mercato in modo crescente e le case europee faticano a competere su costi, tecnologia e velocità di sviluppo. Una partita industriale enorme, che riguarda milioni di lavoratori e che si giocherà nei prossimi mesi tra Bruxelles e le fabbriche del Vecchio Continente.
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